FEDELE BOFFOLI tratterà de
L’ARTE DELL’ ANTROPOGENESI DELLA DOTTRINA SEGRETA di H.P. Blavatsky



Fedele Boffoli ha iniziato a scrivere da giovanissimo, mirando subito alla semplicità e alla sintesi dei suoi poeti preferiti: Eraclito, Lorca, Neruda e Ungaretti, con la mentalità innata del poeta moderno.
Dotato di intuito e capacità creativa (è anche noto pittore, scrittore, uomo di teatro, fotografo e musicista) ricco di vitalità, sempre pronto ad abbracciare una causa nuova, nel nostro caso la “rivoluzione della nuova poesia” che consiste nell’aver rotto gli schemi di una letteratura poetica che imputridiva in una palude di luoghi comuni e nell’aver rifiutato (come tanti altri) gli schemi fissi della rima.
La poetica di Fedele Boffoli si affida spesso alle immagini, perchè proprio esse sono il suo pensiero. L’immagine, infatti, è il solo mezzo per concentrare un mondo di apparenze fantomatiche e proprio a partire da essa Boffoli può organizzare la scrittura del suo stile, stabilire associazioni, suscitare contrasti. Boffoli sa benissimo che il poeta dovrà servire a far si che la funzione dell’artista nella società non sia soltanto decorativa, ma che dilati le dimensioni delle sue competenze fino al punto in cui non dovrà essere più la letteratura ad integrarsi con la società, ma viceversa. Boffoli sa che la necessità di provocare per il poeta nasce dalla dualità tra letteratura e società ed è affidata all’autonomia del linguaggio e alla tensione che le parole provocano sulla massa.
Fedele Boffoli è stato anche uno dei primi a capire che la battaglia finale del poeta sul mondo non va affrontata, come si faceva in passato, da soli, a mente, a mani e a nervi nudi, ma con la ragione dell’intelletto collettivo. Per questo non è mai stato un egoista, anzi, Boffoli è poeta naturale anche nell’altruismo di chi desidera costruire qualcosa di duraturo “insieme” alla cultura europea. Un suo quaderno di poesie e fotografie è addirittura un “omaggio a poeti e artisti che con il coraggio dell’opera riflettono il mondo, nella sua totalità e profondità d’essere”.